Questa è la discussione intitolata "Google prevede i video virali" del forum TG Forum & News Generali, parte della categoria Notizie dal Mondo; La pubblicità online della grande G ora punta ai video grazie a "buzz targeting", un algoritmo in grado di individuare ...
La pubblicità online della grande G ora punta ai video grazie a "buzz targeting", un algoritmo in grado di individuare i video che stanno per diventare i più popolari, per convogliare gli investimenti pubblicitari e raddoppiare i guadagni.
Obiettivo: viral. È indubbio che la forza di YouTube sia rappresentata dai video virali. Ogni giorno i filmati più popolari sono visti da migliaia, milioni di persone di tutto il mondo; l'Eldorado da raggiungere per ciascun pubblicitario. Per questo motivo, periodicamente, un'azienda prova a cavalcare l'onda, confezionando un video pseudo-amatoriale e dandolo in pasto alla più grande comunità online di video, come è successo proprio questa settimana con la clip promozionale dei jeans Levi's già visitata da due milioni e mezzo di utenti. Ora Google tenta di prevedere il "tasso di viralità" di un contenuto, proprio per favorire i pubblicitari e gli investimenti.
Annunciato ieri, il nuovo tassello dell'advertising online di Google si chiama buzz targeting ed è un algoritmo – tanto sofisticato quanto segreto, esattamente come il PageRank – che ha l'obiettivo di individuare in anticipo i video che diventeranno il prossimo "tormentone". Sotto osservazione è il numero delle visite dei contenuti: nel momento in cui il traffico verso un video cresce in modo esponenziale, oppure si registra un'accelerazione nella frequenza dei commenti e delle votazioni fatte dagli utenti, il buzz targeting di Google lo segnala ai pubblicitari come potenziale viral.
I video più cliccati diventano così la corsia preferenziale per gli investimenti pubblicitari. Il magico algoritmo per il viral non analizzerà, però, tutti i contenuti caricati sulla piattaforma. Unica priorità è rivolta ai video pubblicati dai partner di YouTube, i produttori di contenuti professionali che spartiscono insieme a Google le entrate pubblicitarie. Buzz targeting rientra nelle nuove politiche di advertising promosse dall'azienda e preannuciate dal Ceo Eric Schmidt giusto la scorsa settimana.
In questo momento, infatti, a Google interessa soprattutto trovare buoni modelli di business per la piattaforma video YouTube, che resta una potenziale miniera di guadagni. Attualmente, il traffico generato dai contenuti presenti online – non solo virali – è senza pari, ma le inserzioni pubblicitarie contestuali o in sovraimpressione non sfruttano ancora appieno le potenzialità del mezzo. E Schmidt si sta muovendo proprio in questa direzione.
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