Questa č la discussione intitolata "Mend:"Sappiamo chi sono i rapitori"" del forum TG Forum & News Generali, parte della categoria Notizie dal Mondo; Nigeria, "Ma non possiamo parlare" "So chi ha rapito gli italiani ma, mi dispiace, non posso fornire alcuna informazione su ...
Nigeria, "Ma non possiamo parlare"
"So chi ha rapito gli italiani ma, mi dispiace, non posso fornire alcuna informazione su questo". Lo afferma Jomo Gbomo, portavoce del Mend (Movimento per l' emancipazione del Delta del Niger) in un messaggio inviato via e-mail all'agenzia, a proposito del rapimento di Lucio Moro e Luciano Passarin, i due tecnici dell' Impregilo sequestrati il 23 febbraio nella zona di Port Harcourt
Precedentemente, sempre con una mail inviata all'agenzia Ansa il portavoce del Mend aveva smentito di essere l'autore del rapimento dei due dipendenti Impregilo nella zona di Port Harcourt: "Non siamo stati noi" aveva scritto. Poi aveva avvertito l'Italia di un'imminente azione: "Ci sarĂ una rappresaglia contro l'Agip e gli italiani molto, molto, molto presto". Ora la nuova comunicazione nella quale i ribelli del Mend, oltre a negare qualsiasi coinvolgimento ammettono di sapere chi siamo gli autori del rapimento, ma di non poter parlare. "I vostri due compatrioti non sono nostri prigionieri" ha ribadito il portavoce Jomo Gbomo.
E' sempre giallo quindi sulla situazione di Moro e Passarin; secondo l'email del Mend sarebbero stati rapiti "per soldi" da un'altra banda, ma il messaggio lo dice in tono generico, in mezzo ad altre minacce ormai consuete contro la presenza italiana nel Delta del grande fiume, e appare dubbio che abbiano informazioni precise. La Farnesina aveva fortemente consigliato alle 24 imprese italiane nella regione di ritirare gli oltre 600 connazionali tuttora presenti. Da sabato è stato annunciato il rimpatrio dei tecnici in questione, e l'email del Mend aggiunge, "le compagnie italiane presto saranno frenetiche con i loro piani di ritiro" e poi ribadisce come nei giorni scorsi, "le compagnie italiane e gli italiani nel Delta soffriranno per gli errori dell'Agip".
Il 23 febbraio Lucio Moro e Luciano Passarin, originari della provincia di Udine, rispettivamente 47 e 49 anni, stavano effettuando un sopralluogo con un altro tecnico italiano, due turchi e una scorta, su un ponte della zona di Port Harcourt, quando sono stati assaliti da una banda armata. Nel conflitto a fuoco che ne è seguito, i due italiani sono stati rapiti, mentre il terzo e i due turchi sono riusciti a scappare. Moro e Passarin sono dipendenti della società Rivigo JV Ltd, società di diritto nigeriano partecipata al 70% dalla PGH del gruppo italiano di costruzioni Impregilo. La società sta realizzando 40 chilometri di strade principali e secondarie (inclusi 5 ponti) nella regione del Delta del Niger. Francesco Arena e Cosma Russo erano stati rapiti dal Mend il 7 dicembre assieme a un terzo italiano, Roberto Dieghi (liberato il 17 gennaio) e a un libanese, Imad Saliba, liberato (o fuggito, sostiene il Mend) tre giorni fa. Il Mend sostiene di aver interrotto i colloqui con le autorità e di voler aspettare almeno l'insediamento del nuovo governo federale e locale in seguito alle elezioni previste per aprile. Per liberare gli ostaggi il Mend, Movimento per la liberazione del Delta del Niger, aveva richiesto alle autorità nigeriane la scarcerazione dell'ex governatore dello stato di Bayelsa, Diepreye Alamieyeseigha, in prigione per corruzione, del leader separatista Mujahid Dokubo-Asari e di altri detenuti del Delta du Niger.
Inoltre chiedeva che una quota consistente degli introiti provenienti dall'estrazione del petrolio venga versata a favore delle poverissime popolazioni indigene che abitano nel Delta (soltanto la comunita' Ijaw conta circa 14 milioni di persone). Primo produttore africano e sesto esportatore a livello mondiale, la Nigeria ricava dall'oro nero oltre il 95 per cento del suo fabbisogno di spesa. Gli attacchi agli impianti petroliferi del Delta, appartenenti a diverse multinazionali del petrolio come la Shell, la Chevron e l'Agip si sono intensificati negli ultimi anni. Le tensioni dovute ai problemi sociali e ai danni ambientali causati dallo sfruttamento petrolifero hanno dato vita a un conflitto molto complesso, nel quale sono coinvolti sia milizie ribelli che gang di semplici delinquenti dedite al contrabbando dell'oro nero, che combattono tra loro per il controllo del territorio. In questi 13 anni le vittime sono state oltre 15mila.
FONTE
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