Continuano incessanti da parte della polizia i controlli su foto e filmati degli scontri avvenuti venerdì scorso fuori dalla stadio "Massimino" durante il derby Catania-Palermo, costati la vita all'ispettore capo Filippo Raciti. L'attenzione degli investigatori, in particolare, è posta su un gruppo di minorenni che sarebbe entrato in contatto con l'agente fuori dallo stadio. I giovani sono stati ripresi in azione.
Il problema dell'identificazione non è però facile visto che le immagini sono rese poco nitide dal fumo di petardi presenti nell'aria, dal fatto di essere girate di sera e di avere una forte caratterizzazione di rosso che rende meno riconoscibile le persone, che sono parzialmente travisati.
Per questo gli inquirenti stanno continuando anche a incrociare le testimonianze rese dai fermati, soprattutto dai minorenni. In particolare all'esame degli investigatori c'è un filmato in cui si vede un giovane tifoso che colpirebbe Raciti con un lavabo divelto dai bagni della curva Nord dello stadio. Nelle immagini l'ultras appare con il volto parzialmente coperto, e si sta lavorando per identificarlo.
Nell'ambito di queste indagini, un ragazzo di 17 anni martedì è stato interrogato per due ore dalla polizia e poi è stato rilasciato. Il ragazzo ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda, sostenendo di non essere la persona ripresa nel filmato. Gli investigatori ritengono che sia legato al gruppo Acab, acronimo della frase inglese per ''Tutti gli sbirri sono bastardi''.
Altri sette arrestati
Intanto, è salito a 41 il numero delle persone fermate. Nelle ultime ore sono state fatte due tornate di arresti: dapprima le manette della polizia di Catania sono scattate ai polsi di altri quattro minorenni. Tutti sono indagati per resistenza aggravata continuata. Sono stati identificati attraverso la visione di filmati e foto dei disordini. Successivamente, sono state sottoposte a provvedimento di fermo altre tre persone, due maggiorenni (uno aderente a Forza nuova) e un minorenne. A nessuno dei tre, tuttavia, è contestato l'omicidio del poliziotto. Uno dei maggiorenni era stato bloccato ma poi rilasciato nei giorni scorsi, ma il suo alibi non ha trovato riscontri e ha ammesso di essere stato sul posto degli scontri. Il minorenne è stato identificato da alcuni fotogrammi.

Gli agenti della squadra mobile e della Digos della questura catanese stanno continuando a compiere perquisizioni e accertamenti mentre vagliano la posizione di altri sospettati.



Fonte