ROMA - Il più grande aveva solo trent'anni anni, gli altri neanche arrivavano a 25; nove morti, nove giovani vite spezzate dalla follia del sabato sera: quattro sono morti mentre andavano in discoteca a Riccione per festeggiare i 18 anni di uno di loro, 5 sono bruciati vivi nell'auto diretta a Lecce, dopo aver mangiato una pizza a due passi da casa.

L'ennesima strage di giovani si è consumata ancora una volta sull'Adriatico; una strage che si va a sommare agli altri morti registrati nel weekend sulle strade italiane: 24 solamente tra sabato e domenica, di poco sotto la media indicata dai dati Istat del 2006 secondo i quali sono 15 i morti al giorno. I due incidenti più gravi sono avvenuti a Lecce e Cattolica, 500 chilometri di distanza l'uno dall'altro. E stavolta non c'entrano nebbia o sfortuna: dai primi accertamenti, sembra sia stata l'alta a velocità la causa di entrambi gli scontri Massimiliano Geusa, 30 anni, Antonio Giannuzzi, 18, Giorgio Tario, 19, Cristian Serinelli, 25, Marco Laterza, 27 sono morti a bordo di una Mini, partita da Torchiarolo e diretta a Lecce.

Guidava Massimiliano: era andato a prendere i quattro che avevano cenato in una pizzeria del paese, per poi andare nel capoluogo salentino a chiudere la serata. Sulla rampa che immette nella superstrada Brindisi-Lecce, la Mini ha invaso la corsia opposta e si è scontrata frontalmente con una Mercedes. Nell'urto, violentissimo, l'auto si è ribaltata e ha preso fuoco. Per i cinque ragazzi non c'é stato nulla da fare, bloccati nelle lamiere in fiamme. I vigili del fuoco hanno lavorato cinque ore per estrarre i loro corpi. Il conducente della Mercedes, un altro ragazzo di 30 anni, è stato ricoverato in prognosi riservata, ma le sue condizioni non sono gravi. Filippo Melucci, 23 anni, Elisa Siliquini e Riccardo Procaccioli, 17, e Paolo Sorcinelli, 18, tutti di Pesaro, sono invece morti mentre andavano in discoteca. Anche loro in uno scontro frontale, anche loro dopo aver invaso l'altra corsia.

Alla guida della Bmw c'era Filippo, che aveva chiesto e ottenuto dal padre l'auto per festeggiare i 18 anni di Paolo. Sulla statale Adriatica, all'altezza di Cattolica, il ragazzo ha però perso il controllo - per l' altissima velocità dicono i primi rilevamenti - ed è finito contro una Suv Mercedes su cui viaggiava una famiglia. Tutti morti sul colpo i 4 ragazzi, feriti in modo molto grave gli occupanti del Suv, padre di 46 anni, madre di 39 e due bambini di 5 e 7 anni. "Ho il vuoto dentro" sono le uniche parole che il padre di Filippo è riuscito a pronunciare dopo aver saputo cosa era accaduto. "Serve un controllo delle strade più serrato" ha invece ammesso il questore di Pesaro Benedetto Pansini, aggiungendo però che "più importante ancora è che gli enti locali e le Province promuovano servizi di trasporto collettivi per le discoteche, consentendo ai ragazzi di lasciare l'auto a casa". "Non c'é tempo da perdere - ha aggiunto quasi sconsolato - tutti devono fare qualcosa".

E Maria Burani Procaccini, responsabile minori di Forza Italia chiede misure "eccezionali" tra cui il divieto di guidare macchine sopra i duemila di cilindrata per gli under 25 e "pene severissime" per chi giuda ubriaco o commette infrazioni stradali. Come il Moige che chiede "tolleranza zero". Intanto quello che resta è un lungo bollettino di morte: oltre ai nove giovani hanno perso la vita un pedone di 77 anni, investito a Civitanova Marche da un 'coetaneo'; un ciclista di 30 anni investito sulla Lecce-Gallipoli; una ragazza di 24 anni, morta in uno scontro frontale sempre nel leccese. E una donna di 52 anni, uccisa non dalla velocità ma dall'alcol: era sulla sua auto quando gli è piombato addosso un'Audi con a bordo un giovane 25enne ubriaco. Ai controlli il suo tasso alcolico è risultato 3 volte superiore al limite consentito.

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