Altre due donne, vittime di stupri riconducibili al mostro seriale di Roma, hanno riconosciuto in foto Luca Bianchini come l'autore delle violenze subite. E' quanto si apprende da fonti investigative. Le due donne si aggiungono alle tre vittime degli abusi compiuti tra aprile e luglio a Roma. Per queste tre Bianchini è incastrato, secondo l'accusa, dal test del Dna.
Le due donne, è stato precisato, sono le testimoni che hanno contribuito a stilare l'identikit di Luca Bianchini. Inoltre avrebbero successivamente riconosciuto l'uomo di 33 anni dalle foto pubblicate sui giornali dopo l'arresto.
Secondo quanto si è appreso le donne sarebbero state oggetto di tentativi di stupro: in entrambe i casi infatti avrebbero urlato e reagito all'aggressione mettendo in fuga il maniaco. Dunque allo stato attuale restano tre le vittime degli stupri che secondo l'accusa sono riconducibili a Luca Bianchini
Oltre ai tre episodi di violenza sessuale, due a Tor Carbone, uno alla Bufalotta, per i quali Bianchini è accusato, secondo gli investigatori infatti sono almeno 15 gli episodi di violenza o tentata violenza che potrebbero essere a lui riconducibili e per i quali si sta indagando.
Bianchini: "Ormai sono guarito"
L'arrestato, intanto, continua a dirsi innocente. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, si è dichiarato pienamente capace di intendere e di volere e guarito dal "disturbo psicotico ormai superato con un'adeguata terapia farmacologica" riferendosi alla tentata violenza sessuale del '96. Mentre per il gip che ha convalidato il fermo Bianchini poteva fuggire e stuprare ancora.


"Già condannato da stampa e Pd"
"Mi hanno già condannato a mezzo stampa. Ho dedicato parte della mia gioventù alla politica e sono rimasto dispiaciuto nel sapere che sono stato espulso dal Pd e non sospeso. Il mio partito mi ha condannato a priori prima di una sentenza, mentre io sono innocente ed i nuovi accertamenti sul Dna dimostreranno che si stanno sbagliando". Lo ha detto Luca Bianchini dal carcere al parlamentare Pdl Francesco Lehner che gli ha fatto visita. "Siamo stati a parlare oltre 20 minuti - ha spiegato il deputato Pdl - e l'ho trovato un ragazzo in gamba, con gli occhi buoni e dolci, sereno, tranquillo, il classico bravo ragazzo. Non è assolutamente vero che ha tentato il suicidio: mangia e dorme e non è assolutamente aggressivo. A meno che non ci troviamo di fronte ad un eccezionale caso di scissione della personalità, tipo dottor Jekyll e mister Hyde, anche stavolta il questore Caruso e il capo della Mobile Rizzi si sono sbagliati, non perché sono malvagi, ma per la fretta di accontentare la morbosità dell'opinione pubblica e di consegnare così il colpevole".

Tuttavia, la squadra mobile sottolinea che ci sono altre prove che lo accusano, oltre alla prova principe, quella del test del Dna che Bianchini ha chiesto di ripetere: una delle vittime ha infatti riconosciuto parzialmente la targa della sua auto, e altre due donne, che lo hanno visto in faccia, lo hanno riconosciuto dalla fotografia.


Altre due donne, vittime di stupri riconducibili al mostro seriale di Roma, hanno riconosciuto in foto Luca Bianchini come l'autore delle violenze subite. E' quanto si apprende da fonti investigative. Le due donne si aggiungono alle tre vittime degli abusi compiuti tra aprile e luglio a Roma. Per queste tre Bianchini è incastrato, secondo l'accusa, dal test del Dna.
Le due donne, è stato precisato, sono le testimoni che hanno contribuito a stilare l'identikit di Luca Bianchini. Inoltre avrebbero successivamente riconosciuto l'uomo di 33 anni dalle foto pubblicate sui giornali dopo l'arresto.
Secondo quanto si è appreso le donne sarebbero state oggetto di tentativi di stupro: in entrambe i casi infatti avrebbero urlato e reagito all'aggressione mettendo in fuga il maniaco. Dunque allo stato attuale restano tre le vittime degli stupri che secondo l'accusa sono riconducibili a Luca Bianchini
Oltre ai tre episodi di violenza sessuale, due a Tor Carbone, uno alla Bufalotta, per i quali Bianchini è accusato, secondo gli investigatori infatti sono almeno 15 gli episodi di violenza o tentata violenza che potrebbero essere a lui riconducibili e per i quali si sta indagando.
Bianchini: "Ormai sono guarito"
L'arrestato, intanto, continua a dirsi innocente. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, si è dichiarato pienamente capace di intendere e di volere e guarito dal "disturbo psicotico ormai superato con un'adeguata terapia farmacologica" riferendosi alla tentata violenza sessuale del '96. Mentre per il gip che ha convalidato il fermo Bianchini poteva fuggire e stuprare ancora.


"Già condannato da stampa e Pd"
"Mi hanno già condannato a mezzo stampa. Ho dedicato parte della mia gioventù alla politica e sono rimasto dispiaciuto nel sapere che sono stato espulso dal Pd e non sospeso. Il mio partito mi ha condannato a priori prima di una sentenza, mentre io sono innocente ed i nuovi accertamenti sul Dna dimostreranno che si stanno sbagliando". Lo ha detto Luca Bianchini dal carcere al parlamentare Pdl Francesco Lehner che gli ha fatto visita. "Siamo stati a parlare oltre 20 minuti - ha spiegato il deputato Pdl - e l'ho trovato un ragazzo in gamba, con gli occhi buoni e dolci, sereno, tranquillo, il classico bravo ragazzo. Non è assolutamente vero che ha tentato il suicidio: mangia e dorme e non è assolutamente aggressivo. A meno che non ci troviamo di fronte ad un eccezionale caso di scissione della personalità, tipo dottor Jekyll e mister Hyde, anche stavolta il questore Caruso e il capo della Mobile Rizzi si sono sbagliati, non perché sono malvagi, ma per la fretta di accontentare la morbosità dell'opinione pubblica e di consegnare così il colpevole".

Tuttavia, la squadra mobile sottolinea che ci sono altre prove che lo accusano, oltre alla prova principe, quella del test del Dna che Bianchini ha chiesto di ripetere: una delle vittime ha infatti riconosciuto parzialmente la targa della sua auto, e altre due donne, che lo hanno visto in faccia, lo hanno riconosciuto dalla fotografia.


Altre due donne, vittime di stupri riconducibili al mostro seriale di Roma, hanno riconosciuto in foto Luca Bianchini come l'autore delle violenze subite. E' quanto si apprende da fonti investigative. Le due donne si aggiungono alle tre vittime degli abusi compiuti tra aprile e luglio a Roma. Per queste tre Bianchini è incastrato, secondo l'accusa, dal test del Dna.
Le due donne, è stato precisato, sono le testimoni che hanno contribuito a stilare l'identikit di Luca Bianchini. Inoltre avrebbero successivamente riconosciuto l'uomo di 33 anni dalle foto pubblicate sui giornali dopo l'arresto.
Secondo quanto si è appreso le donne sarebbero state oggetto di tentativi di stupro: in entrambe i casi infatti avrebbero urlato e reagito all'aggressione mettendo in fuga il maniaco. Dunque allo stato attuale restano tre le vittime degli stupri che secondo l'accusa sono riconducibili a Luca Bianchini
Oltre ai tre episodi di violenza sessuale, due a Tor Carbone, uno alla Bufalotta, per i quali Bianchini è accusato, secondo gli investigatori infatti sono almeno 15 gli episodi di violenza o tentata violenza che potrebbero essere a lui riconducibili e per i quali si sta indagando.
Bianchini: "Ormai sono guarito"
L'arrestato, intanto, continua a dirsi innocente. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, si è dichiarato pienamente capace di intendere e di volere e guarito dal "disturbo psicotico ormai superato con un'adeguata terapia farmacologica" riferendosi alla tentata violenza sessuale del '96. Mentre per il gip che ha convalidato il fermo Bianchini poteva fuggire e stuprare ancora.


"Già condannato da stampa e Pd"
"Mi hanno già condannato a mezzo stampa. Ho dedicato parte della mia gioventù alla politica e sono rimasto dispiaciuto nel sapere che sono stato espulso dal Pd e non sospeso. Il mio partito mi ha condannato a priori prima di una sentenza, mentre io sono innocente ed i nuovi accertamenti sul Dna dimostreranno che si stanno sbagliando". Lo ha detto Luca Bianchini dal carcere al parlamentare Pdl Francesco Lehner che gli ha fatto visita. "Siamo stati a parlare oltre 20 minuti - ha spiegato il deputato Pdl - e l'ho trovato un ragazzo in gamba, con gli occhi buoni e dolci, sereno, tranquillo, il classico bravo ragazzo. Non è assolutamente vero che ha tentato il suicidio: mangia e dorme e non è assolutamente aggressivo. A meno che non ci troviamo di fronte ad un eccezionale caso di scissione della personalità, tipo dottor Jekyll e mister Hyde, anche stavolta il questore Caruso e il capo della Mobile Rizzi si sono sbagliati, non perché sono malvagi, ma per la fretta di accontentare la morbosità dell'opinione pubblica e di consegnare così il colpevole".

Tuttavia, la squadra mobile sottolinea che ci sono altre prove che lo accusano, oltre alla prova principe, quella del test del Dna che Bianchini ha chiesto di ripetere: una delle vittime ha infatti riconosciuto parzialmente la targa della sua auto, e altre due donne, che lo hanno visto in faccia, lo hanno riconosciuto dalla fotografia.


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