Pubblicata la sentenza della prima condanna di un virus writer italiano. Al centro i metodi di raccolta delle prove. Un commento e un'osservazione per capire le polemiche attorno al caso. Grosso il buco normativo.

Roma - L'hanno chiamato Il caso Vierika, dal nome del codice informatico sviluppato da un italiano e diffusosi su sistemi Windows nel marzo del 2001. Un caso senza precedenti nel nostro paese che ha visto l'intervento di F-Secure, la società di sicurezza che per prima ha individuato il codicillo nostrano, e della Guardia di Finanza. Ora la sentenza con cui lo scorso luglio l'autore di quel worm è stato condannato a 6.800 euro di sanzione è stata pubblicata.

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