Da un evento appena tenutosi a Sunnyvale si sta propagando la nuova parola d'ordine di Yahoo: essere aperti. Una riga di dirigenti della internet company ha spiegato più in dettaglio il progetto di aprire i servizi online - tra cui l'homepage e la email – ai contributi di terze parti. Ciò significa, in particolare, che gli utenti potranno cercare altri contenuti – ad esempio siti di annunci economici – dall'interno di Yahoo Mail; o che da Yahoo Music sarà possibile accedere ai servizi di download della concorrenza, come quello di Amazon o lo stesso iTunes di Apple; e che la home sarà riprogettata (per la prima volta dal 2006) in modo da poterla personalizzare, con la possibilità di aggiungere applicazioni e widget, come ad esempio i film votati dagli amici su Netflix. E il tutto senza dover abbandonare la pagina web o la propria casella di posta.
L'apertura dei siti e della tecnologia di Yahoo è stata uno dei pilastri nella strategia del nuovo Ceo Jerry Yang, anche se fino ad oggi si era basata più su dichiarazioni d'intenti che su fatti concreti. Ora questa visione sta diventando più chiara. E tra l'altro proprio oggi Yahoo ospita un Hack Day per sviluppatori affinché inizino a costruire versioni dei loro servizi da integrare nella home o nella mail. Secondo Ash Patel, a capo della divisione audience product, le applicazioni per la mail – pensate per permettere agli utenti di svolgere nuove funzioni, come inviare album di foto direttamente dalla loro casella – saranno pronte nei prossimi mesi. "L'approccio open fa parte davvero del nostro Dna", ha ribadito Scott Moore, a capo del gruppo media di Yahoo.
La volontà di migliorare l'esperienza dei propri utenti (500 milioni in tutto il mondo) nasce ovviamente da un momento di difficoltà per la società di Sunnyvale che, schiacciata da Google e da siti come Facebook, ha perso molto appeal e molti clic. Ad agosto il suo traffico web era sceso del 10% rispetto all'anno precedente, mentre le sue azioni hanno recentemente toccato la quotazione più bassa degli ultimi 5 anni.
Come se non bastasse, la sua recente partnership con Google sulla pubblicità contestuale alla ricerca è sotto scrutinio da parte del Dipartimento americano di Giustizia. Per Yahoo l'accordo con la rivale, che significherebbe utilizzare la tecnologia della grande G per vendere pubblicità, potrebbe incrementare i suoi ricavi annuali di 800 milioni di dollari.


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