L'ospedale Cotugno di Napoli e l'assessorato regionale alla sanità smentiscono le voci riprese da alcuni organi di informazione, relative alla morte del paziente in gravi condizioni affetto da influenza A. Le condizioni dell'uomo, di 51 anni, sono stabili rispetto al bollettino diffuso in mattinata.

L'uomo - D. G., napoletano - è oligofrenico, ed era già affetto da diabete e cardiomiopatia dilatativa. Il paziente soffre soprattutto le conseguenze "del suo fisico già debilitato", ma non è affetto al momento da complicanze indotte direttamente dall'H1N1. Lo sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Mario Santangelo, medico e docente universitario di lunga esperienza. Santangelo, che sta seguendo l'evolversi del quadro clinico del paziente in stretto contatto con i vertici del Cotugno, ricorda che l'uomo, oligofrenico, soffriva da tempo di cardiomiopatia dilatativa e di diabete mellito. "L'influenza A ha quindi colpito un organismo già fortemente debilitato. Forse anche una 'comune' influenza avrebbe prodotto le stesse conseguenze", è il giudizio dell'assessore. L'uomo non è affetto per ora da complicanze polmonari provocate dall'influenza A, come è avvenuto invece per gli altri due giovani pazienti ricoverati ieri al Cotugno e le cui condizioni sono in miglioramento.

Oggi tavolo tecnico con le Regioni al ministero della Salute. Alla riunione prenderanno parte il viceministro alla Salute, Ferrucio Fazio, i rappresentanti delle Regioni e le associazioni dei pediatri, medici di base e dei Pronto soccorso. Secondo quanto affermato dal Ministero entro la fine di ottobre dovrebbero essere a disposizione dell'autorità sanitarie 48 milioni di dosi di vaccino che dopo l'ok dell'Agenzia europea per il farmaco (Emea), saranno progressivamente rese disponibili. Sul tema scuole è intervenuto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, affermando che "vanno aperte, ma è necessario garantire un controllo sanitario forte. Bisogna fare in modo che ci sia una grande attenzione per evitare sorprese".

CO-INFEZIONI: REZZA, ATTENDERE ULTERIORE CONFERMA
Grande cautela in attesa dei risultati definitivi di ulteriori analisi sui tre casi sospetti di doppia infezione con i virus dell'influenza A/H1N1 e dell'aviaria, H5N1: la raccomanda il direttore del dipartimento di Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Giovanni Rezza.

I casi sospetti riguardano un turista italiano di 35 anni, ricoverato a Hurghada, un uomo di 30 anni, rientrato da un pellegrinaggio e un altro giovane di 28 anni arrivato in Egitto, nel porto di Safaga, dall'Arabia Saudita, dove aveva partecipato ancora una volta a un pellegrinaggio.

"Tre casi di co-infezione con i due virus in soli due giorni lasciano perplessi - osserva l'esperto - perché il virus H5N1 non è così facilmente trasmissibile". Contrariamente al virus pandemico, infatti, la trasmissione da uomo a uomo del virus H5N1 richiede contatti molto ravvicinati. Tanto che nella maggior parte dei casi il virus si trasmette all'uomo attraverso contatti con animali infetti.

"Lascia perplessi - prosegue Rezza - che tutti e tre i casi di sospetta doppia infezione riguardino persone che non sono state a contatto con pollame. Sembra insomma altamente improbabile, ma comunque possibile". D'altro canto, ha proseguito Rezza, "in Egitto c'é ormai una grande esperienza nella diagnosi del virus H5N1: è una situazione da seguire con attenzione". Prima di trarre conclusioni sono necessari ulteriori dati. Per esempio, bisognerebbe inoltre sapere quali sono i test finora eseguiti e quelli in corso. "Se la doppia infezione risultasse confermata - ha concluso Rezza - non dimostrerebbe comunque l'avvenuto riarrangiamento dei due virus. Indicherebbe però che bisogna aumentare la sorveglianza".

Via