Possiamo raccontare l’epilogo di un’altra grande azione della RIAA dopo che ha perseguitato,nonne,disabili ,madri nubili ,ora insegue anche i senzatetto.
La vicenda è ora giunta all’epilogo ma è iniziata nel febbraio 2007 quando Chaz Berry è stato denunciato dalla RIAA per violazione del copyright, dopo che ,un indirizzo IP registrato da MediaSentry su una rete P2P, è stato risalire al suo account AOL.

Quando è giunto il momento di far recapitare a Berry una copia della denuncia, la RIAA ha scoperto che aveva lasciato il suo appartamento,quindi il procedimento slittò di sessanta giorni in seguito all’incapacità della RiAA di notificare a Berry il procedimento contro di lui.

In effetti aveva continuato a notificare all’ultimo indirizzo conosciuto senza fare altre ricerche.
A giugno dello stesso anno la RIAA decise di agire lo stesso contro Berry ma tutta la vicenda fu attentamente esaminata dal giudice Kevin N. Fox che ha criticato la RIAA,per il suo operato nella cura messa nella ricerca del denunciato anzi il giudice ha ravvisato malafede nelle dichiarazioni dei legali della RIAA e ha raccomandato l’imposizione di sanzioni contro di loro.

Subito dopo questa sentenza la RIAA,indubbiamente facendo finalmente ricerche accurate, ha scoperto che l’uomo era ormai divenuto un senza-tetto.
A questo punto sarebbe stato divertente chiedersi se avesse continuato il procedimento,dove pensasse di procurarsi le prove.
Magari chissà in quale discarica sarà finito il disco fisso di Berry ,oppure in un negozio di pegni?

Comunque la RIAA ha scelto volontariamente di rinunciare al caso,chiuso definitivamente dal giudice Harold Baer, Jr il quale ha deciso di non assoggettare a sanzioni gli avvocati.
Quest’ultimi si erano scusati con la corte invocando il famoso “clerical error”
Ossia l’errore di un modesto e quanto mai fantomatico impiegato per sfuggire a una giusta condanna ma il giudice ha detto che nell’errore non ravvisava disprezzo per la corte

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